Ci sono viaggi che non hanno bisogno di grandi distanze per regalare esperienze completamente diverse tra loro.
Il nostro viaggio in Piemonte settentrionale, nel novembre 2024, è stato proprio così: siamo partiti dalla vitalità di Novara, abbiamo attraversato le colline del vino e le campagne del riso, ci siamo immersi nelle montagne dell’Ossola, abbiamo provato il calore delle terme di Premia e siamo saliti a bordo dello storico trenino della Vigezzina-Centovalli, fino ad arrivare in Svizzera, a Locarno.
Un viaggio fatto di città, natura, gastronomia, benessere e soprattutto storie.
Novara: una città tutta da scoprire
La prima sorpresa è stata Novara.
Visitata all’inizio di novembre, la città ci è apparsa tutt’altro che addormentata: strade animate, negozi aperti e tanta gente in giro, soprattutto durante il pomeriggio del primo novembre.
Ma il vero simbolo della città è la Basilica di San Gaudenzio, dominata dalla sua imponente cupola.
La salita alla cupola, accompagnati dall’associazione Kalat, è stata una delle esperienze più interessanti della tappa novarese. Salire verso l’alto permette di osservare l’architettura da una prospettiva completamente diversa e, una volta raggiunta la parte panoramica, di affacciarsi sul territorio circostante.
È proprio dall’alto che si comincia a capire quanto sia stretto il rapporto tra questa città e la campagna che la circonda.
Tra riso e vino: il Piemonte che si mangia
Lasciata Novara, il viaggio entra in una dimensione più rurale.
Il territorio novarese è profondamente legato alle risaie, con il riso Arborio tra i prodotti più rappresentativi.
Ma qui il riso non è soltanto un ingrediente: è parte del paesaggio.
A questo si aggiunge la tradizione vitivinicola, rappresentata dal Gattinara DOCG, uno dei grandi protagonisti dell’enogastronomia locale.
E proprio il vino diventa anche ingrediente della cucina: tra le esperienze gastronomiche del viaggio c’è infatti il risotto preparato con il Gattinara.
A Gattinara abbiamo incontrato anche la cosiddetta Via dei Calici, un percorso che permette di entrare in contatto con il territorio vitivinicolo, e una delle caratteristiche ormai immancabili nei nostri viaggi: una Panchina Gigante, collocata nei pressi di una torre storica e affacciata sulla valle.
Un modo semplice e divertente per fermarsi, guardare il panorama e ricordarsi che anche un viaggio enogastronomico può diventare un viaggio nel paesaggio.
Premia: quando il freddo incontra l’acqua calda
Proseguendo verso nord, il paesaggio cambia rapidamente.
Le campagne lasciano spazio alle montagne e arriviamo a Premia, dove abbiamo vissuto una delle esperienze più rilassanti del viaggio: le terme.
Immaginate di essere all’aperto, circondati dalle montagne, con temperature autunnali tutt’altro che estive, e di entrare in una piscina di acqua calda.
È proprio questo il bello delle Terme di Premia.
Il contrasto tra l’aria fresca, le montagne e l’acqua calda rende l’esperienza particolarmente suggestiva.
E intorno non mancano cascate, torrenti e gole scavate dall’acqua, che ricordano quanto il paesaggio dell’Ossola sia stato modellato nei secoli dalla forza della natura.
Domodossola: la porta dell’Ossola
Il viaggio prosegue verso Domodossola, cuore della Val d’Ossola e punto di partenza per esplorare uno dei territori più interessanti del Piemonte settentrionale.
Qui anche la gastronomia racconta perfettamente il territorio.
A tavola abbiamo incontrato gli agnolotti piemontesi, accompagnati dal sugo di arrosto di Fassona, e gli gnocchi ossolani, preparati con farina di castagne e serviti con formaggio Toma.
E poi il prosciutto affumicato, altra specialità della zona.
È una cucina che non cerca effetti speciali: è una cucina di montagna, fatta di ingredienti locali e di ricette nate dalla necessità di valorizzare ciò che il territorio offriva.
Un nome che racconta una storia: Crodo
Tra le località attraversate dal viaggio c’è anche Crodo, il paese legato a una delle bevande più conosciute d’Italia: il Crodino.
Qui il celebre aperitivo analcolico trova le sue origini.
Ed è sempre interessante, durante un viaggio, scoprire che prodotti che fanno parte della nostra quotidianità hanno in realtà un luogo preciso, una storia e un territorio da cui provengono.
Il viaggio sul trenino della Vigezzina
Ma probabilmente uno dei momenti più belli del viaggio è stato salire sul trenino della Vigezzina-Centovalli.
La storica ferrovia collega Domodossola a Locarno, attraversando la Val Vigezzo e proseguendo poi in territorio svizzero.
È un viaggio lento, panoramico, quasi cinematografico.
Il treno diventa il mezzo perfetto per osservare il paesaggio senza dover pensare alla strada: montagne, boschi, piccoli centri e valli scorrono fuori dal finestrino.
Una modalità di viaggio che oggi, nell’epoca degli spostamenti sempre più veloci, assume un fascino ancora maggiore.
Santa Maria Maggiore e la storia degli spazzacamini
Una delle tappe più significative della ferrovia è Santa Maria Maggiore.
Qui abbiamo scoperto una storia che forse è tra le meno conosciute di questa parte d’Italia: quella degli spazzacamini.
Il Museo dello Spazzacamino racconta una professione che per secoli è stata fondamentale per le popolazioni della Val Vigezzo.
Era una valle povera e molti abitanti erano costretti a cercare fortuna altrove.
Tra loro anche bambini, scelti proprio perché le loro piccole dimensioni permettevano di entrare nelle strette canne fumarie.
Dietro quella che potrebbe sembrare una curiosità del passato c’è quindi una storia fatta di povertà, sacrificio e migrazione.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che amiamo di più del viaggio: scoprire le storie che si nascondono dietro i luoghi.
Locarno: un salto oltre confine
E poi il trenino attraversa il confine e ci porta in Svizzera.
La destinazione è Locarno, affacciata sulla parte settentrionale del Lago Maggiore.
Il cambiamento è evidente ma non traumatico: l’atmosfera rimane quella di un territorio alpino profondamente legato all’area italiana, ma con una dimensione urbana e organizzativa completamente diversa.
Locarno ci è apparsa luminosa, tranquilla, ricca di spazi verdi e perfetta per una passeggiata senza fretta.
È anche uno di quei momenti in cui ci si rende conto di quanto siano relativi i confini: in poche ore siamo passati dal Piemonte alla Svizzera, continuando a seguire lo stesso paesaggio e la stessa montagna.
Il Piemonte che abbiamo portato a casa
Alla fine del viaggio ci siamo ritrovati con un piccolo mosaico di esperienze apparentemente molto diverse.
Abbiamo iniziato dalla città e dall’architettura di Novara, passando poi attraverso:
🍷 i vigneti di Gattinara
🌾 le risaie del Novarese
♨️ le acque calde di Premia
🏔️ le montagne dell’Ossola
🍝 la cucina piemontese
🚂 il trenino della Vigezzina-Centovalli
🧹 la storia degli spazzacamini
🇨🇭 Locarno e il Lago Maggiore
È questo, forse, il bello del Piemonte settentrionale: un territorio capace di cambiare volto continuamente senza perdere la propria identità.
Un viaggio perfetto per chi ama alternare città e natura, gastronomia e storia, relax e scoperta.
E soprattutto per chi, come noi, pensa che il modo migliore per conoscere un luogo sia attraversarlo lentamente, assaggiarlo, ascoltarne le storie e lasciarsi sorprendere da quello che non avevamo programmato di trovare.👋