Maggio 2023. La Toscana ci accoglie con un clima decisamente poco primaverile: più che maggio sembra novembre, e tra le colline del Senese l’aria ha quasi il sapore della montagna. Ma il tempo non ferma il nostro viaggio, che ci porta alla scoperta di una Toscana capace di sorprendere anche oltre i suoi grandi classici.
La prima base è nel territorio di Monteriggioni, alla Fattoria Il Casone, immersi nella campagna senese. Qui il viaggio parte dalla dimensione più autentica della Toscana: colline, borghi, prodotti locali e una cucina fatta di sapori decisi.
E proprio a tavola arriva una delle conferme più piacevoli del viaggio. All’Osteria del Travaglio Antico assaggiamo i pici toscani, proposti in diverse interpretazioni, accompagnati dai vini del territorio. Un’altra tappa gastronomica, al Frantoio, ci porta invece alla scoperta dei pecorini toscani e della pizza.
Ma questo viaggio ci mostra anche una Toscana decisamente meno convenzionale.
UnPeccioli: quando una discarica diventa arte
La sorpresa più grande arriva probabilmente da Peccioli, in provincia di Pisa.
Qui accade qualcosa che, a prima vista, sembra quasi impossibile: una discarica diventa parte di un progetto di valorizzazione culturale e ospita opere di arte contemporanea.
Il paesaggio industriale si trasforma così in una sorta di galleria a cielo aperto, con interventi artistici come quelli di David Tremlett. Ma l’arte non rimane confinata alla discarica: entra direttamente nel borgo medievale, tra vicoli, parcheggi e spazi urbani.
Tra le installazioni spicca Endless Sunset di Patrick Tuttofuoco, mentre nei caratteristici “chiassi” del paese compaiono interventi luminosi che cambiano la percezione degli spazi.
È un esempio particolarmente interessante di come un territorio possa trasformare una propria criticità in una risorsa culturale e turistica.
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Leonardo torna a casa
Da Peccioli ci spostiamo verso Vinci, dove il viaggio cambia nuovamente registro.
Qui protagonista è Leonardo e il Museo Leonardiano, distribuito su due palazzi e organizzato su più livelli. Un’immersione nelle intuizioni, nelle invenzioni e nella straordinaria capacità di osservazione del genio toscano.
È il volto più classico della Toscana culturale, quello che dialoga perfettamente con la sperimentazione contemporanea incontrata poco prima.
Un parco preistorico: bello per i bambini, meno per gli adulti
Nel territorio di Peccioli troviamo anche un’altra esperienza decisamente particolare: il Parco Preistorico, popolato da grandi sculture in cartapesta realizzate da un ex circense.
È un luogo pensato soprattutto per i più piccoli e, come raccontiamo durante il viaggio, può essere particolarmente interessante per i bambini che stanno studiando i dinosauri. Per un pubblico adulto, invece, l’esperienza appare decisamente meno coinvolgente.
Anche questo fa parte del nostro modo di viaggiare: non solo raccontare ciò che ci piace, ma anche dare un giudizio sincero sulle esperienze provate.
Firenze e la DJ Ten
L’ultima tappa ci porta a Firenze, in Piazza Santa Croce, dove troviamo un’atmosfera completamente diversa.
Qui la Toscana monumentale lascia spazio alla grande partecipazione popolare della DJ Ten, con la sua versione DJ Five. Il Village e la piazza sono pieni di persone, musica ed energia.
Prima della partenza si respira quella particolare combinazione di agitazione, emozione e voglia di divertirsi che accompagna ogni grande evento sportivo.
Tra le iniziative presenti troviamo anche il Village Emilia, che richiama idealmente la regione vicina, proprio mentre l’Emilia-Romagna attraversa un momento difficile.
Una Toscana che sa sorprendere
Questo viaggio di maggio 2023 ci lascia un’immagine della Toscana diversa dal semplice cartolina.
C’è la Toscana dei borghi e dei pici, dei pecorini e delle colline senesi. Ma c’è anche quella che trasforma una discarica in un luogo d’arte, che porta installazioni contemporanee nei vicoli di un borgo medievale, che racconta Leonardo attraverso un museo e che sa trasformare una piazza di Firenze in un enorme punto d’incontro per migliaia di persone.
E forse è proprio questo il bello del viaggio: partire cercando una Toscana conosciuta e ritrovarsi, strada facendo, davanti a qualcosa che non ci aspettavamo.