Dozza, aceto balsamico e dinosauri: un viaggio nella sorprendente Emilia-Romagna

Un viaggio di nozze tra Bologna e Modena alla scoperta di borghi dipinti, antiche tradizioni gastronomiche, musei curiosi e produzioni che raccontano l’identità di un territorio. Da Dozza a Vignola, passando per il Parmigiano Reggiano e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, fino alla curiosa Piazzetta Betlemme di San Giovanni in Persiceto.

L’Emilia-Romagna è una terra che riesce a sorprendere soprattutto quando si decide di abbandonare per qualche giorno i percorsi più conosciuti.

È quello che abbiamo fatto nel marzo 2023, costruendo un itinerario tra le province di Bologna e Modena che ha avuto un filo conduttore molto preciso: scoprire il territorio attraverso ciò che lo rende unico.

Arte, borghi, gastronomia, musei e produzioni artigianali si sono così mescolati in un viaggio capace di passare dai muri affrescati di un piccolo borgo alla lavorazione del Parmigiano Reggiano, fino a un reperto paleontologico decisamente fuori dagli itinerari più classici.

Dozza, il borgo che è diventato una tela

La prima grande sorpresa del viaggio è Dozza, borgo della provincia di Bologna inserito tra i Borghi più belli d’Italia e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Ma Dozza ha qualcosa che la rende immediatamente riconoscibile: le sue strade sono una vera galleria d’arte a cielo aperto.

Durante la Biennale del Borgo Dipinto, artisti provenienti anche dall’estero vengono invitati a trasformare le pareti delle abitazioni, dei monumenti e degli edifici del centro storico in grandi opere d’arte.

Camminare per Dozza significa quindi continuare a scoprire nuovi dettagli ad ogni angolo.

Il borgo storico diventa una sorta di museo senza porte, dove le opere non sono appese alle pareti: sono le pareti stesse a diventare opere d’arte.

La Rocca e il Drago di Cristallo

Al centro di Dozza si trova la Rocca, testimonianza del passato fortificato del borgo.

La visita introduce anche un elemento particolarmente curioso e adatto alle famiglie: il Drago di Cristallo, una presenza capace di trasformare la visita alla fortezza in qualcosa di più coinvolgente anche per i bambini.

È proprio questo uno degli aspetti interessanti dell’itinerario: non limitarsi alla visita monumentale, ma cercare quei dettagli capaci di trasformare un luogo storico in un’esperienza.

Quando il viaggio diventa una degustazione

Dopo l’arte arriva inevitabilmente uno dei grandi protagonisti dell’Emilia-Romagna: il cibo.

Il viaggio ci porta dentro alcune delle produzioni che hanno reso famoso questo territorio in tutto il mondo.

Piadina romagnola, polenta fritta, tigelle e crescentine accompagnano il percorso insieme a Prosciutto di Parma, Squacquerone, Parmigiano Reggiano, ricotta e caciotta.

Ma il vero approfondimento riguarda due prodotti simbolo: il Parmigiano Reggiano e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.

Il tempo dentro una bottiglia: l’Aceto Balsamico

Visitare una produzione di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena significa soprattutto capire quanto il tempo sia importante per questo prodotto.

Nel racconto del viaggio emerge un processo di invecchiamento che richiede almeno dieci anni, necessari per raggiungere le caratteristiche di densità e acidità richieste.

E poi c’è un dettaglio che racconta quanto anche il design faccia parte della tradizione: la bottiglia destinata all’Aceto Balsamico Tradizionale è quella specifica disegnata da Giugiaro.

Il prodotto, quindi, non è semplicemente un condimento.

È il risultato di una filiera fatta di tempo, controllo e precise regole di produzione.

Dentro un caseificio: il Parmigiano Reggiano

L’altra grande esperienza gastronomica è quella al Caseificio Bio Reggiani, nei dintorni di Modena.

Qui il viaggio entra direttamente nella filiera del Parmigiano Reggiano, attraverso una visita guidata e una degustazione.

Ma il caseificio permette di scoprire anche una produzione più ampia: accanto al Parmigiano compaiono infatti prodotti freschi come ricotta e caciotta.

È un modo diverso di vivere la gastronomia: non soltanto assaggiare il prodotto finito, ma vedere come nasce.

Ed è proprio questo il filo conduttore dell’intero viaggio: andare alla ricerca delle storie che stanno dietro alle eccellenze del territorio.

Vignola: ciliegie, castelli e un gioco delitto

Il percorso prosegue verso Vignola, località famosa per la produzione delle sue ciliegie.

Anche qui l’esperienza non si limita alla semplice visita.

Il borgo diventa lo scenario di un’attività ludico-culturale particolare: un “gioco delitto”, pensato per trasformare l’esplorazione del centro storico in un’attività interattiva.

È una formula che anticipa una delle caratteristiche più interessanti di questo viaggio: il turismo non come semplice osservazione, ma come partecipazione.

L’elefante che non ti aspetti

Tra le tappe più curiose c’è quella di Savignano sul Panaro.

Qui il viaggio prende una direzione completamente diversa: dalla gastronomia alla paleontologia.

Il museo conserva infatti lo scheletro originale di un elefante primitivo, un reperto di grandi dimensioni e di notevole interesse scientifico.

È una di quelle scoperte che dimostrano quanto possa essere interessante uscire dai percorsi turistici più conosciuti.

In pochi chilometri si passa dalle ciliegie di Vignola alla storia geologica del territorio.

E poi arriva il gelato

Non poteva mancare una tappa dedicata a uno dei prodotti più amati dagli italiani: il gelato.

La Carpigiani diventa così una delle esperienze del viaggio, con un percorso dedicato alla cultura del gelato e della panna.

Anche in questo caso l’obiettivo non è soltanto mangiare.

Il viaggio cerca di raccontare come nasce un prodotto, quali sono le tecniche e quale cultura produttiva esiste dietro qualcosa che normalmente consideriamo semplicemente un piacere.

Una notte diversa dal solito

Anche il soggiorno segue la filosofia dell’itinerario.

La notte viene trascorsa in un bungalow di legno, una struttura particolare descritta come simile a una sauna e dotata anche di una Jacuzzi.

Una parentesi di relax dopo le giornate trascorse tra borghi, musei e degustazioni.

E naturalmente non manca la cucina: tra i riferimenti gastronomici del viaggio compare anche l’Osteria di Dozza, punto di riferimento per assaggiare alcune delle specialità regionali.

San Giovanni in Persiceto: la piazza che sembra un quadro

L’ultima tappa porta a San Giovanni in Persiceto, dove ci aspetta un’altra sorpresa.

La piccola Piazzetta Betlemme è completamente decorata con affreschi e murales.

Le pareti raccontano scene e soggetti legati anche alla cucina, creando uno spazio urbano decisamente particolare.

È quasi una conclusione perfetta per il viaggio: dopo Dozza, anche qui l’arte esce dai musei e occupa gli spazi quotidiani.

Un’Emilia-Romagna tutta da scoprire

Questo viaggio del marzo 2023 racconta un’Emilia-Romagna molto diversa dal semplice stereotipo della “terra del buon cibo”.

Certo, il cibo è protagonista.

Ma intorno alla tavola ci sono storia, arte, scienza, artigianato e creatività.

Ci sono borghi che trasformano le proprie pareti in tele, produttori che custodiscono lavorazioni che richiedono anni di attesa, musei che raccontano la preistoria e città che sperimentano nuovi modi di coinvolgere i visitatori.

Il risultato è un itinerario sorprendentemente vario.

Un viaggio dove ogni tappa racconta qualcosa di diverso e dove, ancora una volta, il modo migliore per conoscere un territorio è lasciarsi incuriosire da ciò che non ci si aspettava di trovare.

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